Le lesioni da decubito sono quelle ferite localizzate sulla pelle, che possono raggiungere gli strati sottostanti, in corrispondenza generalmente delle prominenze ossee, per effetto della pressione continua. Queste lacerazioni possono evolvere fino a interessare gli strati sottocutanei e raggiungere, se non curate e prevenute, anche il muscolo e addirittura la cartilagine stessa dell’osso. Questi danni sì procurano sui soggetti immobilizzati o comunque con problemi di mobilità che li costringono a dover restare, per lungo tempo su una superficie, come il letto o una sedia a rotelle.

La riduzione della circolazione del sangue limita fortemente il passaggio dell’ossigeno e delle sostanze nutritive, determinando così la formazione delle ulcere.

In generale si può dire che le lesioni da decubito sono caratterizzate da una ridotta percezione sensoriale, da una mancanza nutrizionale del tessuto in questione, da un ridotto flusso sanguigno e in ultimo, come aggravamento, c’è anche l’incontinenza.

Per avere un quadro generale su quali siano i presidi antidecubito e cosa controllare prima di sceglierli, bisogna avere una panoramica del fenomeno.

Si riscontrano dei fattori locali che riguardano la pressione sul punto d’appoggio, la forza di stiramento in cui alcuni segmenti del corpo, che portano all’ ipossia e alla necrosi del tessuto. L’immobilismo provoca attrito, frizione, sfregamento e la macerazione cutanea derivante dall’ incontinenza o dalla sudorazione profusa.

Quali sono e che scopi hanno i presidi antidecubito?

I presidi antidecubito sono veri e propri dispositivi pensati per ridurre, oppure scaricare la pressione da contatto che viene esercitata dal corpo sulla superficie dove è sdraiato o seduto il paziente. La redistribuzione delle pressioni, determina un migliore adattamento della sagoma del corpo e una  attività di prevenzione per le lesioni da decubito. Lo scopo primario è appunto quello di prevenire i danni ai tessuti adiposi, ma anche quello di favorire la guarigione delle ulcere provocate dalla pressione del corpo, e controllare il dolore dai esse causato.

Per quanto riguarda la corretta distribuzione del peso, si cerca di fare in modo di aumentare il più possibile la superficie da contatto, questo obiettivo si raggiunge attraverso diverse presidi medici, tra cui: 

  • i materassi;
  • i sopra materassi;
  • le superfici attive o reattive di supporto. 

I materiali impiegati possono essere la schiuma espansa a celle aperte o chiuse, la schiuma elastica, si può utilizzare come riempimento l’acqua, l’aria, il gel. Il processo attraverso il quale si ottiene una redistribuzione del peso corporeo sulla superficie, può essere l’aria fluidizzata, la pressione alternata e la rotazione laterale. I principi attraverso i quali viene raggiunta la redistribuzione del peso possono essere attivi, quando viene impiega l’azione di un motore, oppure reattivi non alimentati da elettricità poiché derivanti dalle proprietà stesse dei materiali utilizzati.

I sopra materassi vengono posizionati su materassi comuni, possono essere fatti di schiuma, oppure contenere dell’acqua o aria ed hanno un’altezza di circa 10/15 cm. La densità del sopra materasso dipende dal materiale, quelli in schiuma hanno la più alta densità. Vanno sostituiti periodicamente, un tempo medio può essere indicato in sei mesi.

Il principale presidio antidecubito solitamente è il materasso. Prima di scegliere fra i vari materassi antidecubito occorre saggiarne le caratteristiche. Le schiume in poliuretano hanno un’altissima densità, altri tipi di materassi privilegiano l’elasticità, come il gel, l’aria, l’acqua o le combinazioni tra essi. Alcuni di questi materassi possono essere dotati di pompe per il loro funzionamento.

Ci sono anche i cuscini antidecubito che favoriscono la posizione seduta aumentando la superficie di contatto, lo scopo è di allineare il corpo per evitare deformità e diminuire il dolore. Coloro che sono seduti per lungo periodo devono anche poter favorire la mobilità residua.

Vengono utilizzati per le carrozzine, le poltrone ove il paziente rimane per diverse ore in posizione statica. Alcuni di questi sono dotati di telecomandi in grado di far variare la pressione dell’aria. La scelta del cuscino e del materasso antidecubito va fatta in base al peso del paziente, alle basi di appoggio, al tempo in cui il paziente deve rimanere allettato o seduto, e alla presenza o meno di lesioni cutanee. Ci sono altri presidi antidecubito che sono le talloniere o gomitiere, studiati appositamente e sagomati sulla zona che vanno a ricoprire, oppure le imbottiture che facilitano il contatto con alcune sporgenze ossee.

Le caratteristiche dei dispositivi antidecubito

Al fine di valutare l’efficacia di un presidio antidecubito occorre che questo abbia determinate caratteristiche:

  • la prima è sicuramente la relazione tra aerazione e distribuzione del peso corporeo che riduce la pressione nei punti maggiormente esposti;
  • un’altra caratteristica è la diminuzione delle forze di attrito e dello stiramento;
  • occorre anche fare attenzione alla necessità di ventilazione per ridurre le problematiche relative alla umidità ed al calore;
  • infine c’è la postura nel corpo che deve essere garantita.

Bisogna fare attenzione ai materiali che si scelgono per assicurare le caratteristiche migliori:

  • il fattore della densità è importante, le fibre come il poliuretano presentano un’alta densità che rimane tale per molto tempo.
  • l’elasticità è un’altra componente essenziale per sopportare i punti di pressione del corpo;
  • la memoria del materiale aiuta ad accogliere meglio il corpo;
  • il bottoming up è l’effetto di schiacciamento che va messo in relazione al peso della persona.

In generale si valuteranno anche la portata dello strumento antidecubito, le modalità di lavaggio e manutenzione, il confort nel loro utilizzo quotidiano, la presenza o meno di sensori per avvertire in caso di malfunzionamento, le dotazioni per l’ancoraggio ed in genere i piccoli accorgimenti che facilitano le operazioni di spostamento.

Valutare il comfort del paziente ma anche dell’assistente

Un’altra valutazione importante riguarda il confort viene erogato dal presidio antidecubito, sia al paziente che lo utilizza, che a colui che lo assiste.

Principalmente si valuterà la postura ed il suo mantenimento sia nel letto che da seduto con particolare attenzione all’effetto scivolamento o della perdita dell’equilibrio. Un altro elemento è relativo allo spostamento nello stesso presidio.

Mettere in conto anche la sua stabilità che potrebbe renderlo molto scomodo, oltre a ciò c’è la capacità di permettere, se ancora ci fossero, i movimenti residui. Del confort fa parte sicuramente la temperatura che va contrastata se differisce da quella normale, e la necessità di controllare l’umidità. Un’ulteriore caratteristica per il confort che deve avere un presidio antidecubito è il rumore, poiché i presidi dotati di pompe potrebbero disturbare la fase di riposo, oppure indurre un effetto eccessivo di vibrazione.

L’assistenza deve anch’essa essere valutata per il livello di confort erogato dal presidio antidecubito. Si fa riferimento alle attività che riguardano l’igiene, la movimentazione, lo spostamento e la necessità di ricomporre il letto. Deve risultare quindi non ostacolante dello spostamento del paziente, deve risultare semplice sia da ancorare che da maneggiare, e avere un minimo ingombro.

Conclusioni finali

In conclusione si può affermare che per prevenire le lesioni da decubito esistono diversi strumenti, questi possono dirsi efficaci quando rispettano determinate caratteristiche.

Ci sono diversi strumenti a disposizione, ognuno dei quali deve avere determinate funzioni, la valutazione finale, per decidere quale strumento dotare l’utente finale dipende dalla soggettività del paziente. La scelta in ultimo dovrà tenere presente dell’utilizzo intensivo, per cui la sostituzione periodica può avere un peso nella determinazione del miglior presidio antidecubito sul mercato.