Un materasso per noi non è solo un oggetto che ci aiuta a riposare, molto spesso si sviluppa con esso un rapporto emotivo. Ci si affeziona al proprio materasso e si tende a perdonarlo se per caso non è più quello di un tempo. Trascorriamo stesi sul nostro materasso un tempo lunghissimo della nostra vita. Ci assicura il relax vero, non dobbiamo fare esercizi yoga o ascoltare musica new age, basta sdraiarci ed il suo effetto è immediato. A fine corsa, giunge il momento di doversene separare con rimpianto ma anche con sollievo visto che se proprio non è più adatto potrebbe essere la causa di giornate che iniziano e finiscono nel verso sbagliato. Quando è necessario cambiare il proprio materasso a molle? esiste un tempo preordinato per cui dobbiamo mandarlo in pensione?

Vediamo in questa pratica guida quando è arrivato il momento di salutare il nostro fedele compagno di riposo.

Indice – Tavola dei contenuti:

  • Qual è la vita media di un materasso a molle?
  • Come ottimizzare la vita del tuo materasso a molle?
  • Quali sono i segnali che ci dicono di cambiare il materasso a molle?
  • Conclusioni finali

Qual è vita media di un materasso a molle?

Di solito quando si va a comprare un materasso a molle il commerciante lo pubblicizza come quello che in assoluto dura di più, a prescindere se sia a molle tradizionali oppure insacchettate. E’ abbastanza logico pensare che sia così visto che il nucleo è fatto in acciaio bagnato in una miscela a base di carbonio. Se ci pensiamo bene però, la risposta non è precisa poiché se valutiamo un tempo medio di durata, il tempo dipende da molti fattori che hanno a che fare con la quantità di ore che lo utilizziamo effettivamente.

Dieci anni potrebbero essere un’indicazione media, in pratica il materasso sarebbe stato utilizzato per 29.200 ore che corrispondono a 1216 giornate intere. Oltre all’utilizzo diretto che causa invecchiamento per la continua pressione del corpo, il materasso invecchia anche per le condizioni di umidità, del calore, del degradamento naturale dei suoi componenti che invecchiano.

Oltre a questi fattori ce ne sono altri particolari. Una persona cambia posizione mediamente 40 volte a notte per cui il peso, il calore e l’umidità del dormiente sollecitano alcune parti piuttosto che altre.

Il materasso arriva alla fine del suo ciclo di vita non in un sol colpo ma gradatamente. Il problema dell’invecchiamento del materasso sta tutto qua. Se perde di qualità, anche il nostro sonno ne risente ed il meccanismo è semplice. Ogni volta che si cambia posizione è un’occasione buona per svegliarsi. Se il confort viene meno allora anche la nostra posizione ne risentirà e saremo costretti inconsapevolmente e rigirarci nel letto più volte, con l’effetto di alzarci più stanchi di come ci eravamo addormentati.

Scegliere un buon materasso significa farlo durare di più nel tempo. La forchetta in cui si fa ricadere la salute di un materasso si aggira tra i 7 e i 12 anni. Il peso, come è fatto il letto, le abitudini notturne possono allungare o accorciare la vita del materasso, fatto sta che la perdita di consistenza e rigidità degradano un po’ alla volta.

Come ottimizzare la vita del tuo materasso a molle?

Cosa bisogna fare per aumentare la vita utile di un materasso a molle. In generale qualsiasi materasso ha un grande nemico. Si chiama umidità. Se il materasso non ha una buona ventilazione sarà più soggetto al processo di invecchiamento. Nei materassi a molle tradizionali la struttura che lo compone permette grande aerazione. Per questo motivo il materasso a molle tradizionale ha una durata superiore agli altri tipi di materasso.

Si può arrivare anche a 15 anni se le condizioni lo permettono, vale a dire se il peso del dormiente è normale, il luogo dove è posizionato è con poca umidità e avviene una traspirazione adeguata.

Si noti che anche il letto può influire notevolmente sulla durata del materasso a molle. Un materasso che viene abitualmente messo a terra riduce del 50% la sua vita utile. C’è bisogno di un supporto che lo mantenga sollevato ma al contempo faccia passare aria da sotto.

La stessa fodera copri materasso ne allunga la durata. Va detto inoltre che i materassi a molle insacchettate, per come sono fatti hanno un’aerazione inferiore rispetto a quello con molle tradizionali, per questo motivo grande importanza ce l’hanno i sacchetti che contengono le singole molle. Dovranno essere fatti in materiale traspirante ed il disegno geometrico complessivo dovrà assicurare il passaggio di aria.

Quali sono i segnali che ci dicono di cambiare il materasso a molle?

Un modo semplice per capire se il proprio materasso è da cambiare è la data di fabbricazione. Il più delle volte non c’è per cui è difficile stabilirne l’età, normalmente si va a memoria. Meglio rifarsi all’osservazione per capire quando bisogna sostituirlo con uno nuovo.

Spesso è per affetto, abitudine o perché si è presi dal quotidiano che si dimentica di far caso ai segni di invecchiamento del materasso. Le conseguenze possono essere complicate per la salute e di solito i segni non tardano ad arrivare.

Quali sono i segnali fisici che dobbiamo osservare per capire a che punto è l’invecchiamento del materasso? Si possono avvertire dei segnali di cedimento. Per prima cosa un materasso molto usato diventa più rigido per effetto dello schiacciamento delle molle. Al centro si forma una conca che tende ad allargarsi. Già così il sonno è compromesso. Se il materasso quando ci si alza non torna nella sua posizione originale significa che ha perso il carattere dell’elasticità e deve essere cambiato.

Una semplice operazione può aiutare a fare delle valutazioni puntuali sullo stato del materasso. Occorre osservare in orizzontale la superficie del materasso, se vi sono delle irregolarità significa che le sue condizioni non sono più ottimali.

Normalmente è l’utilizzatore che sa quando è arrivato il momento di cambiarlo. Sono i classici disturbi del sonno, con risvegli notturni, mal di schiena e torcicollo che devono metterci in guardia. Indolenzimento muscolare al risveglio che ci dicono che il giorno del rinnovo del materasso è giunto. A volte ci si accorge che la qualità del riposo non c’è più dal confronto con altri letti provati in altre occasioni.

Ovviamente segnali estremi sono la muffa, la puzza di umidità.

Conclusioni finali

Bisogna essere consapevoli dell’importanza della funzione del riposo rispetto allo stato di salute generale. Il materasso è un prodotto per la salute perché è questa la sua funzione. Cambiare il materasso è necessario per evitare problemi di qualità della vita.

Con alcuni accorgimenti si può allungare la vita del materasso, la prima cosa da fare quando si hanno scompensi del sonno è capire se il nostro amato materasso non ce la fa più, e sostituirlo con nuovo.