I materassi a molle risalgono ormai a 150 anni fa. Il suo inventore Heinrich Westphal ha messo a punto un sistema semplice per collegare l’intera struttura sfruttando le sue conoscenze nella nascente industria siderurgica. Un consumatore che deve decidere di cambiare il suo amato materasso per raggiunti limiti di età, si trova di fronte un mercato del materasso che si è completamente rivoluzionato nell’ultimo decennio soprattutto.

Il mercato si è diviso tra diverse scelte in cui hanno trovato spazio quelli che usano il memory foam e i materassi a molla. Un consumatore affezionato al sistema a molle si trova a dover compiere una scelta ardua se non disponesse delle corrette informazioni. Quale scegliere quindi tra il materasso a molle classiche e quello a molle indipendenti e insacchettate?

Per capire le differenze e in cosa consista l’evoluzione, andiamo a capire come sono fatti e il loro effetto sulla postura e quindi sul sonno.

Indice – Tavola dei contenuti:

  • Le caratteristiche principali del materasso a molle tradizionali
  • La caratteristiche principali del materasso a molle insacchettate
  • Le differenze tra molle tradizionali e indipendenti
  • Conclusioni finali

Le caratteristiche principali del materasso a molle tradizionali

Il materasso più longevo di sempre deve gran parte della sua fama all’idea che collega la rigidità all’elasticità. L’inventore è riuscito ad immaginare una struttura complessa e semplice allo stesso tempo. Ha risolto brillantemente un problema della sua epoca con un colpo di genio assoluto.

Basti pensare che nel diciannovesimo secolo i materassi erano in pratica dei sacconi pieni di materiali vegetali di risulta. La mancanza di aerazione nel breve periodo li trasformava in ricettacoli di parassiti.

Oltre a ciò il problema principale era dovuto ad una struttura che si afflosciava sotto il peso del corpo. La manutenzione era praticamente giornaliera vista la struttura così scadente. 

Riuscire in un solo colpo a risolvere l’aerazione, e la risposta elastica, ha fatto fare un salto in avanti enorme che è stato compreso solo dopo alcuni decenni.

Il corpo umano è fatto di asperità e di una struttura di collegamento (la spina dorsale) che non è ne dritta ne rigida. La stessa muscolatura dorsale si ispessisce nella parte superiore. Più è rigido un materasso più spinge la parte superiore della colonna vertebrale.

Come fare allora a rendere il punto di contatto flessibile ma allo stesso tempo rigido quel che basta per deformare tutta la struttura di appoggio? il sistema delle molle che ci sembra scontato in realtà è una forma geniale perché unisce la funzione di molleggio verticale a quella di movimento di scarico del peso laterale. Le molle a forma di clessidra vengono collegate tra di loro e trasferiscono lo sforzo alle altre molle.

La caratteristiche principali del materasso a molle insacchettate

La variante delle molle insacchettate è stata accolta molto bene ed oggi si può dire che rappresenti la naturale evoluzione di un sistema già molto efficiente. Alla base di questo cambiamento c’è l’idea di fornire al punto di contatto maggiore controllo. Le molle non sono collegate in orizzontale con le altre molle ma fanno parte di un tappeto omogeneo a carico esclusivo verticale.

Il peso deforma solo dove va a caricare senza interferenza nella altre parti del materasso. Ne deriva che la parte sporgente del corpo entra perfettamente nello spazio ricavato dalle molle deformate in quel preciso punto, mentre le zone del corpo che non toccano il materasso non sono costrette a flettersi.

L’insacchettamento è una condizione necessaria a rendere le molle separate tra di loro, il vero punto di ancoraggio è solo al tappeto isolante. Se non c’è tensione orizzontale occorre che la scatola di contenimento regga in maniera tale da non deformarsi.

Le differenze tra molle tradizionali e indipendenti

Il sistema originario ha fatto il suo dovere ma non si può ancora dire che sia da mandare in pensione. La differenza più grande tra i due sistemi di materassi a molle sta proprio nella disposizione delle stesse. Le molle insacchettate sono libere da ancoraggi mentre nel sistema tradizionale le molle sono tutte collegate. Le conseguenze sono notevoli:

  • la forma della molla è differente. La molla a clessidra (Bonnell) è fatta in quel modo perché ha bisogno di sostenere lo sforzo laterale e verticale. Nella versione insacchettata invece la forma è a spirale regolare poiché il suo lavoro è solo verticale;
  • La molla insacchettata può essere più piccola della sua cugina per via del lavoro da compiere in una sola direzione;
  • Il numero di molle di un materasso a molle indipendenti insacchettate è doppio per via della necessità di supportare il peso singolo. Più ce ne sono maggiore sarà la capacità di sostenere i punti di appoggio;
  • La struttura di contenimento del materiale tradizionale è meno robusta poiché lì’intero sistema si auto regge da solo;
  • La rigidità a parità delle molle è a favore del sistema a molle tradizionali che gode della trazione laterale. Il peso che agisce in verticale viene trasformato in lavoro orizzontale con beneficio della tensione della struttura, che a sua diventa più rigida;
  • Nel materasso a molle indipendenti il movimento in appoggio interessa una sola zona del materasso e non si riflette, per propagazione, alle altre parti del materasso. In questa reazione c’è anche la ragione per cui i materassi matrimoniali siano più graditi con struttura a molle indipendenti;
  • L’aerazione è un fattore determinante ai fini della resistenza nel tempo ai fattori ambientali, principalmente all’umidità. Il materasso tradizionale è più aerato sebbene anche quello a molle insacchettate non presenti grandi difficoltà per via dell’attenzione nei materiali usati come gli stessi sacchetti contenitivi.

Conclusioni finali

Il materasso a molle ha un seguito notevole grazie alle sue caratteristiche che lo rendono ancora attuale. Impropriamente viene chiamato ortopedico per la sua capacità di trasferire rigidità. Allo stesso modo le molle tenute indipendenti hanno permesso di migliorare la fase di accoglienza del corpo nei punti di esposizione come le spalle ed il bacino.

Non ci sono differenza importanti nella durata, ma quel che è certo è che la nuova tecnologia delle molle insacchettate si presta di più a mixare con altri materiali per arrivare ad una precisione assoluta nella deformazione ottimale. Il memory foam sembra essere il materiale adeguato per potenziare l’effetto già molto preciso delle molle indipendenti.

La ricerca si è diretta verso la precisione di carico.

La maggior consapevolezza che la salute psicofisica sia collegata al periodo di sonno sta spingendo verso soluzioni sempre più sofisticate. All’utente finale spetta il compito di districarsi ed approfittarne.